Acceptance and Commitment Therapy

 

 

ACT-©Sergey-Nivens-Fotolia.comLa Acceptance and Commitment Therapy (“ACT” si pronuncia come singola parola, non come lettere separate) è una forma di psicoterapia cognitivo comportamentale, con solide basi scientifiche (Hayes, 2004). Secondo la visione di Steven Hayes, la Acceptance and Commitment Therapy fa parte di un movimento più ampio, basato e costruito su precedenti terapie comportamentali e cognitivo-comportamentali, la cosiddetta “terza ondata”. Tuttavia, alcuni concetti presenti nella struttura della Acceptance and Commitment Therapy sono caratterizzati da istanze peculiari che costituiscono una nuova fase evolutiva della psicoterapia cognitivo comportamentale, sia da un punto di visto teorico sia applicativo. Le terapie cosiddette di “terza ondata” sono caratterizzate da strategie di cambiamento su basi contestuali ed esperienziali (oltre agli aspetti più didattico-direttivi) e da una forte sensibilità al contesto dei fenomeni psicologici e non alla loro forma o al loro contenuto. Insomma, il focus è concentrato sui processi mentali più che sui contenuti. La Acceptance and Commitment Therapy è basata sulla Relational Frame Theory (RFT) che a sua volta fonda le proprie radici nel contrattualismo funzionale: un programma di ricerca di base sulle modalità di funzionamento della mente umana (Hayes, Barnes-Holmes, e Roche, 2001). Questa ricerca suggerisce che molti degli strumenti che le persone utilizzano per risolvere i problemi, conducono in una trappola che crea sofferenza.

I concetti chiave della Acceptance and Commitment Therapy possono essere così riassunti:

• La sofferenza psicologica è “normale” e adattiva, è importante e accompagna ogni persona.

• Non è possibile sbarazzarsi volontariamente della propria sofferenza psicologica, anche se si possono prendere provvedimenti per evitare d’incrementarla artificialmente.

• Dolore e sofferenza sono due cose differenti.

• Si può vivere un’esistenza dettata dai propri “valori”, traiettorie e qualità della vita personali, iniziando da ora, rimanendo in contatto e impegnandosi nel momento presente; per farlo si dovrà imparare come uscire dalla propria mente ed “entrare nella propria vita”.

I metodi di cui si avvale forniscono nuove modalità diverse per affrontare il disagio psicologico.

La Acceptance and Commitment Therapy si basa su due punti fondamentali:

Consapevolezza e Contatto con l’esperienza momento per momento (Mindfulness): è un modo di osservare la propria esperienza che, per secoli, è stato praticato in oriente attraverso varie forme di meditazione. Recenti ricerche nella psicologia occidentale, hanno provato che praticare la mindfulness (pratica di consapevolezza) può portare a benefici psicologici importanti (Hayes, Follette, & Linehan, 2004). Attraverso tali esercizi esperienziali si impara a guardare al proprio dolore, piuttosto che vedere il mondo attraverso di esso; si può comprendere che ci sono molte altre cose da fare nel momento presente, oltre a cercare di regolare i propri contenuti psicologici. La modalità principale con cui si cerca di promuovere tale atteggiamento è il contatto con la propria esperienza momento per momento. Quest’ultimo aspetto si fonda sull’ipotesi, verificabile da tutti noi ogni giorno, che, di norma, tentando di sbarazzarsi del proprio dolore si arriva solamente ad amplificarlo, intrappolandosi ancora di più in esso e trasformando l’esperienza in qualcosa di traumatico. La Acceptance and Commitment Therapy opera una chiara distinzione tra dolore e sofferenza. Per la natura del linguaggio umano, quando ci si trova di fronte ad un problema, la tendenza generale è di capire come attaccarlo.

onda_© alleks - Fotolia.comCapire come liberarci dagli eventi indesiderati (come predatori, freddo, inondazioni) è sempre stato un fattore essenziale per la sopravvivenza della razza umana; tuttavia il tentativo di usare questa stessa organizzazione mentale dinanzi alle proprie esperienze interne non funziona. Quando ci si imbatte in un evento interno doloroso infatti, si tende a fare ciò che si fa solitamente: organizzarlo e risolverlo per sbarazzarsene. In realtà, però, le esperienze interne non sono uguali agli eventi esterni e i metodi per cercare di eliminarle non funzionano. Deve essere chiaro che l’accettazione, come viene intesa in questo contesto, non è un atteggiamento nichilistico auto-distruttivo; né un tollerare il proprio dolore, o il sopportarlo, ma è un vitale e consapevole contatto con la propria esperienza.

– Impegno e vita basata su ciò che per noi è importante, “di valore”: quando si è coinvolti nella lotta contro i problemi psicologici spesso si mette la vita in attesa, credendo che il proprio dolore debba diminuire, prima di iniziare nuovamente a vivere. La Acceptance and Commitment Therapy invita a uscire dalla propria mente ed entrare nella propria vita intraprendendo azioni impegnate in direzione di quelli che sono i propri valori.

Secondo la Acceptance and Commitment Therapy ciò che promuove il cambiamento e il benessere psicologico sono abilità di “contatto consapevole con il momento presente” (acceptance) e impegno (commitment). Tali atteggiamenti, se mantenuti e sperimentati nel tempo, portano alla flessibilità psicologica e a un maggior benessere emotivo.

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Per approfondimenti:

ACT ITALIA 

ACBS INTERNATIONAL

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